giovedì 29 dicembre 2011

AUMENTI DELLE TARIFFE DELL'ACQUA

Dopo aver blindato il patto di sindacato per i prossimi tre anni, nel giro di 10 giorni i sindaci del PD hanno messo in campo la seconda fase dell’operazione Hera. Così, prima dello scioglimento delle ATO previsto per il 31/12/2011, all’ultima riunione di Ato 5, l’autorità che tiene i rapporti con Hera, multiutility a maggioranza pubblica che gestisce il servizio idrico locale, con un colpo di mano degno della miglior tradizione italiana, i sindaci presenti hanno votato all’unanimità l’aumento delle bollette dell’acqua, compreso tra i 10 e i 20 euro annui. Sono pure volate monetine all’indirizzo della Presidente della Provincia di Bologna Draghetti, lanciate da alcuni appartenenti ai comitati “dell’acqua”.
La giustificazione dell’assessore provinciale Burgin è stata “Un buon accordo –– se non avessimo fatto così sarebbe scattato in automatico un aumento del 25% delle tariffe dell’acqua già nel 2012. Purtroppo lo prevedeva la scorsa convenzione”. “Il problema – ha provato a spiegare la presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti – è nato per colpa di una errata previsione di consumo che ha portato Hera a mettere in bilancio entrate che poi non ci sono state”. In sintesi  i supermanager strapagati di HERA hanno “scazzato” le previsioni di fatturato 2011 e quindi, per ingrassare i dividendi futuri, i cittadini devono pagare di più l’acqua visto che ne consumano meno. Della serie tutte le campagne contro lo spreco dell’acqua non fanno gli interessi dei controllori di HERA.
-Pagate e zitti! - Solo che stavolta anche i sindacati hanno emesso una nota congiunta, firmata da Cgil, Cisl e Uil, che boccia gli aumenti e critica una convezione definita “ambigua” (ma scandalosa mi sembra il termine più corretto..) e che sotto la voce “oneri finanziari” mantiene “il meccanismo di salvaguardia degli incassi per il gestore e penalizza l’utilizzo parsimonioso della risorsa idrica”. Già, quello che sostenevo al momento del referendum si è poi avverato (anni di esperienza dell’italica amministrazione a volte servono a farti sentire un fesso…dici quello che pensi, ma nessuno ti ascolta; quelli del tuo partito sviano l'argomento e gli altri ti danno del becero berlusconiano…) e cioè che il rimedio è peggiore della malattia…poi, quando ti “infilano” in bolletta per i prossimi 5 anni sotto la voce “oneri finanziari” un bel 5.36%  in più della tariffa idrica, ti chiedono anche –“perché ti arrabbi?”- . Ma  i sindaci che hanno votato questa roba (che non saltano neanche i cavalli..) ci fanno o ci sono??  Ci fanno, signori, ci fanno: sapevano benissimo che la remunerazione del 7%, abrogandola per referendum, avrebbe determinato la necessità di trovare nei bilanci comunali le quote per la manutenzione degli assest; così, invece, la si scarica in tariffa. I comitati per l’acqua hanno protestato anche contro le modalità di decisione che per loro sono state poco trasparenti e precipitose, e perdiana!, hanno ragione da vendere!! Ma sono questi stessi comitati, che si sono fatti strumentalizzare per la campagna referendaria dell’acqua pubblica (che qui a Bologna non è pubblica da un pezzo ma appartiene ad un Partito…che poteva essere anche l’altro…oggi pari sostenitori di un governo che nessuno ha votato..), per queste due “ultrarapide” decisioni di questi giorni che faranno?…Se i comitati sono in buona fede ora, secondo me, dovrebbero  far ricorso al TAR per la remunerazione nascosta del capitale investito (e ci hanno fatto pure lo sconto  dal 7% al 5,36%..) che è stata spazzata via dal referendum...Poi una decisione politica casserà il loro ricorso, ma è sacrosanto proporlo.
Tutto è ormai è svelato… Lobby dell’acqua bolognese, che si aggiunge a quelle delle banche, delle assicurazioni, dei trasporti, dell’energia, dell’università, degli Albi, dei farmacisti, ecc…
Quello che personalmente volevo dire l’ho detto, anzi scritto, ora la parola a quei Verdi che hanno approvato nei consigli comunali il patto di sindacato proposto dal PD col mal di pancia, ma ahimè il problema è sempre quello che tutti oramai conosciamo e non certamente l’interesse dei cittadini della provincia di Bologna.

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