Sulla giustizia invece vorrei approfondire su due cifre sperando di non tediare.
Dall’ultima relazione al Parlamento (Governo B.) le cause pendenti sono 5.425.000 processi civili e 3.262.000 penali. A sua volta il rapporto Cepej (Commissione europea per l’efficienza della giustizia) mi aiuta a fare qualche paragone. Nel2006 in Italia le cause civili pendenti nelle corti di prima istanza erano 3,68 milioni, molto più di quelle non ancora decise in Francia (1,16 milioni), Germania (544 mila) e Spagna (781 mila) messe assieme. Ancora peggiore la situazione per quanto riguarda le cause penali pendenti nei tribunali di primo grado. In Italia erano più del doppio (1,2 milioni) rispetto al dato complessivo di Germania (287 mila), Spagna (205 mila) e Inghilterra (70 mila). Ma in generale solo la Francia, fra tutti i Paesi presi in considerazione dal Rapporto, supera il milione di cause pendenti (1.165.192).
La durata media dei procedimenti la posso riassumere così: 960 giorni per il primo grado e 1509 giorni per il giudizio di appello nel civile; 426 giorni per il primo grado e 730 per il grado di appello nel penale. Questo significa che per recuperare un credito originato da una disputa commerciale in Italia servono 1210 giorni, contro 331 giorni in Francia,394 in Germania e 515 in Spagna. Significa altresì che un processo per sfratto dura in media 630 giorni (in Canada 43), mentre un contenzioso per incassare assegni a vuoto si conclude dopo 645 giorni (in Olanda dopo 39). Dipende però dal domicilio, dato che ogni processo può durare il triplo per chi risiede nel Mezzogiorno.
Sui costi, secondo il rapporto Cepej, spendiamo per il nostro sistema giudiziario 4,08 miliardi di euro, contro i 3,35 della Francia e i 2,98 della Spagna. Spendono più di noi, in valore assoluto, Germania (8,73 miliardi) e Gran Bretagna (6,07 miliardi). In queste cifre, però, vengono anche inclusi i fondi per il patrocinio legale gratuito, dove siamo i più parsimoniosi: appena 86,5 milioni l’anno. La Germania spende oltre 6 volte di più, la Francia circa il quadruplo e la Spagna il doppio. Per non parlare della Gran Bretagna, che destina all’assistenza legale più della metà del proprio budget (3,35 miliardi su 6,07). Tolte le somme per il patrocinio gratuito, soltanto la Germania si rivela quindi più generosa dell’Italia. Quanto alle componenti della spesa, in Italia i salari coprono quasi il 70% dell’intero budget, molto più che in Francia (meno del 50%) e Germania (meno del 60%). C’è poi da aggiungere il costo della «malagiustizia»: in base alla legge Pinto, gli indennizzi pagati dallo Stato per risarcire i cittadini danneggiati dall’eccessiva durata dei processi ammontavano a 1.266.355 euro nel 2002, 10.730.000 nel 2005, 24.999.847 nel 2008 (e la proiezione per il 2009 è di 34 milioni di euro). Fra le dolenti note, anche gli investimenti per l’informatizzazione: secondo la classificazione del Cepej, i tribunali italiani si piazzano ancora a un livello «scarso» di informatizzazione, i francesi bene, mentre quelli tedeschi, britannici e (incredibile!) la Spagna molto bene...
Quindi rispetto a quelli celebrati quanto potrebbe costare un processo?
Secondo l’Osservatorio sulla legalità e sui diritti 670 mila euro . Ma anche il rapporto Doing Business 2009 della Banca mondiale ci piazza in prima fila: in Italia il costo processuale è il più alto d’Europa, ossia il 29,9% del valore della causa (e il 21,8% solo di parcelle agli avvocati), quando in Germania s’attesta al 14,4%, in Austria al 18%, in Francia al 17,4%, in Finlandia al 10,4% appena.
Dall’ultima relazione al Parlamento (Governo B.) le cause pendenti sono 5.425.000 processi civili e 3.262.000 penali. A sua volta il rapporto Cepej (Commissione europea per l’efficienza della giustizia) mi aiuta a fare qualche paragone. Nel
La durata media dei procedimenti la posso riassumere così: 960 giorni per il primo grado e 1509 giorni per il giudizio di appello nel civile; 426 giorni per il primo grado e 730 per il grado di appello nel penale. Questo significa che per recuperare un credito originato da una disputa commerciale in Italia servono 1210 giorni, contro 331 giorni in Francia,
Sui costi, secondo il rapporto Cepej, spendiamo per il nostro sistema giudiziario 4,08 miliardi di euro, contro i 3,35 della Francia e i 2,98 della Spagna. Spendono più di noi, in valore assoluto, Germania (8,73 miliardi) e Gran Bretagna (6,07 miliardi). In queste cifre, però, vengono anche inclusi i fondi per il patrocinio legale gratuito, dove siamo i più parsimoniosi: appena 86,5 milioni l’anno. La Germania spende oltre 6 volte di più, la Francia circa il quadruplo e la Spagna il doppio. Per non parlare della Gran Bretagna, che destina all’assistenza legale più della metà del proprio budget (3,35 miliardi su 6,07). Tolte le somme per il patrocinio gratuito, soltanto la Germania si rivela quindi più generosa dell’Italia. Quanto alle componenti della spesa, in Italia i salari coprono quasi il 70% dell’intero budget, molto più che in Francia (meno del 50%) e Germania (meno del 60%). C’è poi da aggiungere il costo della «malagiustizia»: in base alla legge Pinto, gli indennizzi pagati dallo Stato per risarcire i cittadini danneggiati dall’eccessiva durata dei processi ammontavano a 1.266.355 euro nel 2002, 10.730.000 nel 2005, 24.999.847 nel 2008 (e la proiezione per il 2009 è di 34 milioni di euro). Fra le dolenti note, anche gli investimenti per l’informatizzazione: secondo la classificazione del Cepej, i tribunali italiani si piazzano ancora a un livello «scarso» di informatizzazione, i francesi bene, mentre quelli tedeschi, britannici e (incredibile!) la Spagna molto bene...
Quindi rispetto a quelli celebrati quanto potrebbe costare un processo?
Secondo l’Osservatorio sulla legalità e sui diritti 670 mila euro . Ma anche il rapporto Doing Business 2009 della Banca mondiale ci piazza in prima fila: in Italia il costo processuale è il più alto d’Europa, ossia il 29,9% del valore della causa (e il 21,8% solo di parcelle agli avvocati), quando in Germania s’attesta al 14,4%, in Austria al 18%, in Francia al 17,4%, in Finlandia al 10,4% appena.
Il numero di Magistrati è quindi molto scarso (poco meno di 9000) rispetto alla mole di lavoro ed alla media lavorativa (4 ore secondo Brunetta) che è la metà di quella degli altri paesi…(negli Stati Uniti anche la notte) con 22 mila ore/anno di autorizzazioni del CSM a fare attività extra professionale.
Tagliare sulla giustizia è come tagliarsi una mano per essere più leggeri…un’idiozia…
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